Pellegrinaggio

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Indicazioni generali sticky icon

Il Pellegrinaggio è aperto a tutti e la partecipazione è libera. Si suggerisce di dare la propria adesione presso i centri di raccolta, offrendo possibilmente un contributo di 10 euro per le ingenti spese organizzative, che può essere versato insieme alla scheda di adesione o direttamente allo stadio di Macerata, presso i banchetti della segreteria. Lasciando il proprio indirizzo al Comitato, inoltre, si può ricevere gratuitamente la rivista periodica «Amici del Pellegrinaggio». Chiunque può farsi promotore di centri di raccolta delle adesioni. I moduli possono essere richiesti presso la sede del Comitato o scaricati da questo sito. Il Pellegrinaggio deve essere vissuto per intero, a cominciare dal gesto iniziale presso lo stadio di Macerata. Per il cammino si raccomanda di calzare scarpe comode e di portare con sé un ombrello o un impermeabile, la giacca a vento e delle bevande calde. I sacerdoti sono invitati ad indossare lungo il percorso la stola violacea per le confessioni.

Buon Natale e Felice 2012

Il Comitato Pellegrinaggio augura a tutti voi un Buon Natale e un Felice 2012.

«La questione di Dio oggi». Non dovremmo mai stancarci di riproporre tale domanda, di “ricominciare da Dio”, per ridare all’uomo la totalità delle sue dimensioni, la sua piena dignità. Dio viene conosciuto attraverso uomini e donne che lo conoscono: la strada verso di Lui passa, in modo concreto, attraverso chi l’ha incontrato. Nella famiglia, nel lavoro, come nella politica e nell’economia, l’uomo contemporaneo ha bisogno di vedere con i propri occhi e di toccare con mano come con Dio o senza Dio tutto cambia.

(Benedetto XVI, Discorso alla Plenaria del Pontificio Consiglio per i Laici, 25 novembre 2011)

La crisi, sfida per un cambiamento

In relazione alla situazione di crisi che l’Italia sta attraversando a tutti i livelli, proponiamo alla vostra attenzione il documento di giudizio di Comunione e Liberazione dal titolo La crisi, sfida per un cambiamento. Un contributo utile per la vita quotidiana di ciascuno, capace di innescare quel dialogo teso ad una ripresa significativa del nostro Paese.

Clicca qui per scaricare il PDF.

Verso il Meeting Rimini 2011

Data: 
Venerdì, 12 Agosto, 2011

Tra poco più di una settimana prenderà il via la XXXII edizione del Meeting di Rimini, il luogo (nato dal carisma di Comunione e Liberazione) in cui la cultura si esprime come esperienza di umanità rinnovata. Il titolo di quest'anno è una vera gioia per le nostre orecchie: "E l'esistenza diventa una immensa certezza".

Visita il sito dell'evento (www.meetingrimini.org) per reperire tutte le informazioni utili su dove, come e quando partecipare...

Prime news dalla stampa: Banfi e Chieffo

L'evento del Pellegrinaggio di sabato scorso ha goduto di una grande eco sulla stampa locale e nazionale. Vi proponiamo in particolare i contributi di due amici speciali, che hanno camminato con noi per tutta la notte, partecipando attivamente e gettando il loro sguardo stupito sulla profondità di un gesto semplicissimo e concretissimo: Alessandro Banfi, vice direttore di Matrix, e Martino Chieffo. Si aggiunge infine il racconto di Tempi, direttamente dalla penna di Elisabetta Longo, anche lei pellegrina lungo le strade della Macerata-Loreto.

Leggi l'articolo di Alessandro Banfi su Tracce.it

Leggi l'articolo di Martino Chieffo su ilSussidiario.net

Leggi l'articolo di Elisabetta Longo su Tempi.it

Giunti a Loreto

Data: 
Domenica, 12 Giugno, 2011

Questa mattina sono arrivati in tantissimi a Loreto. Sembra quasi che nessuno si sia ritirato, perché il serpentone è davvero lunghissimo... Sul sagrato della Basilica della Santa Casa migliaia di intenzioni sono state bruciate e elevate al Cielo. Moltissimi anche i pellegrini che hanno avuto modo di visitare la Santa Casa, supplicando la Vergine di Loreto di concedere loro il dono di una vita piena. La Madonna infine ha aspettato l'ultimo pellegrino per fare il suo ingresso in piazza, trasportata dagli uomini dell'Aeronautica Militare.

La Madonna vi accompagni

Con queste semplici parole ieri, 8 giugno, il Santo Padre Benedetto XVI ha benedetto la Fiaccola della Pace in vista del Pellegrinaggio di sabato prossimo. Il Papa continua ad esprimere con questo gesto tutta la Sua stima nei confronti della nostra esperienza e all'invito di partecipare ai prossimi Pellegrinaggi ha risposto: "Vedremo!".

La Fiaccola della Pace arriverà a Macerata sabato sera, quando allo stadio Helvia Recina verrà acceso il braciere.

Foto: Osservatore Romano (http://www.photovat.com/)

Come seguire il Pellegrinaggio Macerata-Loreto...

Su Sky, èTV e FANOTV la diretta del 33° Pellegrinaggio Macerata-Loreto

Anche quest’anno èTV trasmetterà il Pellegrinaggio Macerata-Loreto per dare la possibilità a chi non potrà essere presente di seguire da casa o da fuori regione, sabato 11 giugno, l’intera cerimonia di apertura dallo Stadio Helvia Recina di Macerata.

A partire dalle 20.30, sarà trasmessa in diretta sul canale satellitare Sky891, in chiaro su èTV Marche e su Fano TV l’intera celebrazione del 33° Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto.

L'evento sarà trasmesso in diretta anche da Radio Nuova Macerata, sulle frequenze 90 - 96.9, dalle ore 18.30 fino a tarda notte.

Sul sito www.pellegrinaggio.org, invece, sarà possibile seguire la diretta live streaming, direttamente dal proprio computer.

Conferenza Stampa, 9 giugno

Giovedì 9 giugno, alle ore 12.00, presso la Sala Consiliare del Comune di Macerata, si terrà la tradizionale Conferenza Stampa di presentazione del prossimo Pellegrinaggio, alla presenza - tra gli altri - del Sindaco Romano Carancini e del Vescovo Mons. Claudio Giuliodori.

Clicca qui per visualizzare l'invito con tutte le informazioni.

Chiunque volesse ricevere i nostri futuri comunicati stampa può inviare una richiesta alla nostra redazione cliccando qui e selezionando la Categoria "Ufficio Stampa".

Il Pellegrinaggio riaccende il desiderio

Abbiamo rivolto alcune domande all’Arcivescovo Jean-Louis Bruguès che celebrerà la Santa Messa allo stadio Helvia Recina di Macerata sabato 11 giugno.

Cosa vuol dire oggi occuparsi di Educazione Cattolica in un contesto culturale in cui l’educazione è diventata sempre più un’emergenza che richiede un’attenzione continua? E come può un pellegrinaggio come la Macerata-Loreto porsi come una sfida educativa contro una cultura dominante che annulla la fatica e non ricerca le ragioni di una scelta?

Si può affermare che l’educazione è la vera sfida dell’umanità del terzo millennio. Si avverte il bisogno di un’educazione nuova, che sappia fare fronte ai nuovi orizzonti, alla società che muta, ai grandi processi della globalizzazione, delle nuove tecnologie dell’informazione. Mi sembra però di ravvisare dei pericoli, dei fraintedimenti che possono nascere da una visione parziale dell’educazione, che non tiene conto della globalità dell’uomo, della sua spiritualità, dell’apertura al trascendente e dei valori morali. Il Papa Benedetto XVI nella lettera sul compito urgente dell’educazione (21 gennaio 2008) ha riconosciuto che oggi educare «sembra diventare sempre più difficile. Lo sanno bene i genitori, gli insegnanti, i sacerdoti e tutti coloro che hanno dirette responsabilità educative». La difficoltà a educare ai valori, la fatica della ricerca della verità e del bene, un certo cortocircuito nella trasmissione della fede, costituiscono un’emergenza ed una sfida. In questo contesto l’educazione cattolica si presenta come un richiamo forte a mettere al centro l’uomo nella sua globalità, nel suo bisogno di verità. L’educazione è parte essenziale della missione affidata dal Signore alla Chiesa: «Andate e ammaestrate tutte le nazioni, battezzandole ...insegnando loro ad osservare tutto ciò che vi ho comandato» (Mt 28, 19).
Il Pellegrinaggio, come metafora della vita, è di grande aiuto educativo: si cammina insieme verso una meta, si fa fatica, ci si stanca, ma si condivide la fatica, si condivide la ricerca, il cammino, la tensione verso la meta, che in questo caso non è il misterioso luogo di Nazaret che Loreto custodisce, ma la presenza di colui che è «Dio con noi» «tutti i giorni, fino alla fine del mondo».

Il recente rapporto del Censis 2010, parlando di crisi del Paese Italia, ha individuato nel calo del desiderio la causa principale di questa empasse sociale, economica e politica. Come si può ridestare questo desiderio e come può farlo un gesto come il pellegrinaggio?

Il desiderio è senza dubbio essenziale per spingere l’uomo ad agire, a ricercare, a dare senso alle cose. A me sembra che oggi il maggior pericolo sia quello della mancanza di desiderio del bene, del bello, del buono, del vero, in una parola di Dio. L’accidia è un peccato capitale che paralizza ogni desiderio di bene e fa sprofondare la vita nella noia. Si paralizza così la vita spirituale, ma anche l’economia, la politica, l’arte ecc. Nonostante questo, il Papa non manca di sottolineare che oggi «si avverte con forza una diffusa sete di certezze e di valori», perciò sprona gli educatori a «trasmettere alle future generazioni qualcosa di valido, delle regole solide di comportamento, indicare alti obiettivi verso i quali orientare con decisione la propria esistenza» (8 novembre 2009).
Il pellegrinaggio è esperienza che può riaccendere il desiderio di giungere al bene, al bello, al vero, al santuario dove incontrare Dio. E’ un muoversi, che è il contrario della paralisi dell’accidia, consapevoli che c’è un bene da trovare, che la vita è buona e bella, che la Provvidenza guida e regge i nostri passi.

In agosto avrà luogo a Madrid l’attesa Giornata Mondiale della Gioventù e il Papa ha sottolineato che “è parte dell’essere giovane desiderare qualcosa di più della quotidianità regolare, di un impiego sicuro e sentire l’anelito per ciò che è realmente grande”. Perché il cammino di una notte per un giovane di oggi è qualcosa di diverso e più vero di un sabato sera scandito da una “quotidianità regolare”?

La notte per i giovani è sempre più lo spazio per sentirsi soggetti della loro vita. Sembra quasi che vivano il giorno come ospiti di uno spazio che appartiene ad altri. Il giorno è dipendenza dagli adulti, è fatica di studio o di lavoro senza speranze, è attesa e prepara- zione per la notte! La notte, finalmente, è tempo giovane. “Libertà da”, “fuori dal buio quotidiano”, “movimento”, “nessun pensiero e tutto emozioni”... sono queste ed altre le dimensioni della vita notturna del giovane.
Il pellegrinaggio è una buona proposta concreta ai giovani per trasformare la notte in attesa del giorno, in ricerca di luce interiore, in avvistamento della Luce. Camminare in- sieme di notte verso la Casa di Maria può diventare per i giovani il cammino contento dei pastori nella notte di Betlemme; il passo trepidante nella memoria di Colui che nel buio inatteso alle tre del pomeriggio è morto sulla croce per amore di ciascuno; può diventare la corsa di Maria di Magdala e degli apostoli nella penombra di buon mattino verso la tomba ormai aperta alla luce perché la vita ha vinto la morte nella risurrezione di Gesù.

Quale messaggio vuole lasciare al grande popolo della Macerata-Loreto che ogni anno sceglie questo appuntamento come atto di devozione e di appartenenza totale a Maria?

E’ commovente e carico di speranza vedere tante persone, tanti giovani mettersi in cammino da Macerata a Loreto per giungere alla Casa di Maria. Giungere alla Casa di Maria, significa entrare nella casa del Figlio di Dio, scuola di vita, di umanità, di eternità. Mi viene spontaneo quindi augurare a tutti una appartenenza spirituale a Maria nella quotidianità. Il Totus tuus di Giovanni Paolo II, che dal 1° maggio sarà beato, può diventare il Totus tuus di ciascuno per essere ogni giorno con Maria in cammino verso Gesù.

Le Marche quest’anno ospitano il XXV Congresso Eucaristico Nazionale. Come l’Eucarestia, pane di ogni giorno, diventa il sacramento del cammino?

L’Eucaristia, memoriale della passione, morte e resurrezione di Cristo, è il pane e la bevanda che saziano la nostra fame e sete nel cammino della vita.
L’Eucaristia è il vero Agnello immolato, perché la nostra vita salvata dal peccato prenda il volo nel cielo della libertà per il bene.
L’Eucaristia è dono gratuito della presenza di Gesù, perché alla nostra vita non manchi la sua compagnia, nella gioia e nel dolore. L’Eucaristia è rendimento di grazie, perché ogni respiro della nostra vita sia un grazie a Dio. L’Eucaristia è pane spezzato con i fratelli, perché il nostro stare insieme diventi Chiesa. L’Eucaristia è il prendersi cura del buon Samaritano che è Gesù, perché la nostra vita diventi tutta carità. L’Eucaristia è il Vangelo vivo dell’amore, perché la nostra vita diventi buona notizia per tutto il mondo. L’Eucaristia è la vittoria di Gesù sulla morte, perché il nostro pellegrinaggio sulla terra, attraverso l’arduo passaggio della morte, ci faccia giungere al Santuario eterno dove Dio sarà tutto in tutti.

 

BIOGRAFIA

Nato in Francia a Bagnère-de-Bigorre, è stato nominato Vescovo di Angers il 20 marzo 2000 e quando ha ricevuto l’incarico di segretario della Congregazione per l’Educazione Cattolica a Roma il 10 novembre 2007, è diventato Arcivescovo emerito di Angers. Brugues è anche membro del Pontificio Consiglio della Pastorale per i Migranti e gli Itineranti dal novembre 2007, consigliere della Pontificia Commissione per l’America Latina dall’ottobre 2009 e consulente della Congregazione per la Dottrina della Fede dal dicembre 2009. Ha scritto numerose pubblicazioni ed articoli su riviste francesi ed internazionali.

Il Pellegrinaggio si apre a nuove "forme" comunicative

Data: 
Mercoledì, 25 Maggio, 2011

La storia della Madonna di Loreto (e indirettamente del Pellegrinaggio Macerata-Loreto) si apre alla curiosità dei più piccini, con la pubblicazione del libro illustrato Sulle ali degli Angeli - La leggenda della Madonna di Loreto.

Il curioso libricino (adatto in realtà ai lettori di tutte le età), dopo un periodo di lunga gestazione, è nato proprio dal tentativo di tramandare in modo semplice ed immediato, leggende, storie e credenze che appartengono alla tradizione religiosa del nostro territorio. Il nostro Pellegrinaggio - non a caso - è menzionato nel racconto ed è descritto come un occasione, presente oggi, per rivivere quel gesto classico della devozione popolare come arricchimento della propria fede.

Alessandra Borroni, l'illustratrice e la "mente" di tutto il progetto insieme ad Anna Maria Domenella, con questa novità editoriale dice proprio di voler "custodire un prezioso patrimonio di immagini e parole, facendo in modo che passato e presente dialoghino come in un’antica ballata".

Insomma: una bella notizia che attende solo di essere scoperta.

Per maggiori informazioni si può visitare il sito della Casa Editrice Albero Niro.

Speciale Giovanni Paolo II

Dopo la Beatificazione, ecco alcune tappe del cammino che Giovanni Paolo II ha voluto condividere con il Pellegrinaggio Macerata-Loreto

Il 1 maggio 2011, in Piazza San Pietro, è stato beatificato dal Santo Padre Benedetto XVI il Servo di Dio Giovanni Paolo II, salito al cielo il 2 aprile del 2005. (Clicca qui per visitare il sito ufficiale della Beatificazione).

Clicca qui per leggere l'Omelia di Papa Benedetto XVI in occasione della Beatificazione

Clicca qui per vedere le foto della Beatificazione

Clicca qui per leggere l'articolo su L'Osservatore Romano di Julian Carron

In questa occasione l'Associazione "Comitato Pellegrinaggio a Loreto" vuole ricordare la grande figura di questo Papa, che visitò il Pellegrinaggio nel 1993 e incise profondamente nella storia della manifestazione, rivolgendoci queste parole: «Carissimi giovani, sia il vostro pellegrinaggio un uscire da voi stessi per andare verso Cristo. Egli ha un posto preparato per voi. Anzi, è lui stesso il “posto” a cui il vostro cuore anela. Sì, cari giovani, anelate a Cristo, amate Cristo! Amatelo con tutto l’ardore del vostro cuore, con tutta la forza della vostra giovinezza. (…) Camminate verso Maria. Camminate con Maria. (…) Il vostro “sì” è necessario, perché Cristo prenda possesso della vostra vita, e vi faccia apostoli del suo amore».

La rivista Tracce ha pubblicato una breve ed efficace antologia di testi tratti dal magistero di Giovanni Paolo II, «Cristo, centro del cosmo e della storia», nella quale compaiono anche le parole pronunciate al XVI Pellegrinaggio:

Clicca qui per leggere in formato PDF lo speciale di Tracce

La visita al Pellegrinaggio il 19 giugno 1993, con la Santa Messa al "Centro Fieristico" di Macerata:

Leggi il testo dell’Omelia del Santo Padre

Guarda alcune foto della visita pastorale

Riproponiamo, infine, l'ultimo messaggio firmato Giovanni Paolo II inviato in occasione del XXVI Pellegrinaggio:

Clicca qui per leggere il messaggio

La sua paternità accompagnerà il prossimo cammino dell’11 giugno, quando il popolo del Pellegrinaggio lo ricorderà nelle preghiere nel corso della notte, invocando il Beato Giovanni Paolo II.

Grazie alla tua firma... continueremo il cammino!

Con la destinazione gratuita del 5x1000 al Pellegrinaggio Macerata-Loreto aiuterai a sostenere le spese di organizzazione di uno dei più grandi Pellegrinaggi Mariani al mondo.

Anche quest'anno ti chiediamo di rinnovare un gesto semplice e gratuito.

Clicca qui per le istruzioni su come fare

Buona Pasqua di Resurrezione!

Data: 
Mercoledì, 20 Aprile, 2011

Tutta l'Associazione "Comitato Pellegrinaggio a Loreto" vi augura una Buona Pasqua di Resurrezione e vi propone per questa Settimana Santa due preziosi contributi, per i quali siamo grati al Santo Padre Benedetto XVI e a Don Luigi Giussani.

"Ma se Cristo non è risorto vuota allora è la nostra predicazione, vuota anche la vostra fede" (1 Cor 15,14s). La fede cristiana sta o cade con la verità della testimonianza secondo cui Cristo è risorto dai morti. Se si toglie questo, si può, certo, raccogliere dalla tradizione cristiana ancora una serie di idee degne di nota su Dio e sull'uomo, sull'essere dell'uomo e sul dover essere - una sorta di concezione religiosa del mondo -, ma la fede cristiana è morta. Gesù in tal caso non è più il criterio di misura; criterio è allora soltanto la nostra valutazione personale che sceglie dal suo patrimonio ciò che sembra utile. E questo significa che siamo abbandonati a noi stessi. La nostra valutazione personale è l'ultima istanza. Solo se Gesù è risorto, è avvenuto qualcosa di veramente nuovo che cambia il mondo e la situazione dell'uomo. Allora Egli, Gesù, diventa il criterio, del quale ci possiamo fidare. Poichè allora Dio si è veramente manifestato (Benedetto XVI).

L’avvenimento non identifica soltanto qualcosa che è accaduto e con cui tutto è iniziato, ma ciò che desta il presente, definisce il presente, dà contenuto al presente, rende possibile il presente. Ciò che si sa o ciò che si ha diventa esperienza se quello che si sa o si ha è qualcosa che ci viene dato adesso: c’è una mano che ce lo porge ora, c’è un volto che viene avanti ora, c’è del sangue che scorre ora, c’è una risurrezione che avviene ora. Fuori di questo "ora" non c’è niente! Il nostro io non può essere mosso, commosso, cioè cambiato, se non da una contemporaneità: un avvenimento. Cristo è qualcosa che mi sta accadendo. Allora, perché quello che sappiamo – Cristo, tutto il discorso su Cristo – sia esperienza, occorre che sia un presente che ci provoca e percuote: è un presente come per Andrea e per Giovanni è stato un presente. Il cristianesimo, Cristo, è esattamente quello che fu per Andrea e Giovanni quando gli andavano dietro; immaginate quando si voltò, e come furono colpiti! E quando andarono a casa sua... È sempre così fino adesso, fino in questo momento! (Luigi Giussani).

E' salito al cielo Valentino Damiani

Data: 
Giovedì, 31 Marzo, 2011

Oggi, 31 marzo, è salito al cielo il nostro caro amico Valentino Damiani, che per anni ha curato l'allestimento del palco dello Stadio Helvia Recina di Macerata, offrendo sempre la sua disponibilità per l'opera del Pellegrinaggio Macerata-Loreto.

Ci uniamo nella preghiera perché il sacrificio di Valentino con l'aiuto dello Spirito ci renda certi che il compimento della vita è stare con Gesù e nulla ci può separare da Lui.

 

Gli amici del Comitato Pellegrinaggio

Il manifesto e il depliant del Pellegrinaggio 2011

Presentiamo il manifesto del prossimo Pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto che si terrà sabato 11 giugno, con inizio alle ore 20.30, presso lo Stadio Helvia Recina di Macerata.

Oltre al manifesto classico ti proponiamo anche un formato nuovo (orizzontale), da usare anche come locandina, e il depliant con il programma, le intenzioni di preghiera e le indicazioni tecniche per partecipare al gesto.

Se desideri ricevere materiale per la tua parrocchia, per il tuo gruppo o per la tua associazione puoi richiederlo cliccando qui.

Guarda il manifesto, la locandina e il depliant.

Giovanni Paolo II

Data: 
Venerdì, 11 Febbraio, 2011

Ci uniamo alla gioia di tutta la Chiesa per la Beatificazione di Giovanni Paolo II. Saremo tutti a Roma il prossimo primo maggio, seguendo l'invito di Julián Carrón alla Fraternità di Comunione e Liberazione, dal quale il nostro Pellegrinaggio attinge da sempre tutta la sua linfa vitale.

 

Clicca qui per leggere la lettera di Carrón.

Clicca qui per leggere l'annuncio di Papa Benedetto XVI all'Angelus del 16 gennaio.

Per maggiori informazioni: www.karol-wojtyla.org.

Indicazioni per i diversamente abili

La partecipazione al cammino notturno è aperta anche ai soggetti diversamente abili. Per ragioni logistiche ogni anno è riservato loro uno spazio apposito (ma limitato) in testa al pellegrinaggio. Per questa ragione è necessario comunicare la propria adesione al responsabile del servizio: 

Bruno Grassetti: 335 5398693

N.B.: Anche i volontari che volessero impegnarsi in questa attività sono tenuti a segnalare la propria disponibilità presso il contatto indicato.

I contributi di Claudia Koll e Alessandro Banfi

Vi proponiamo i due articoli che Claudia Koll, famosa attrice e regista, e Alessandro Banfi, vicedirettore del Tg5, ci hanno offerto dopo la loro partecipazione al 32° Pellegrinaggio.

 

Com'è cambiata la mia vita

di Claudia Koll

Lo scorso mese di maggio, durante l’udienza speciale concessa dal Santo Padre Benedetto XVI ai pellegrini delle diocesi marchigiane in occasione del IV Centenario della dipartita di un grande missionario gesuita cinese, Padre Matteo Ricci, le autorità locali mi diedero la loro disponibilità nell’aiutarmi per la realizzazione di un grande progetto televisivo, che vede come protagonista l’indimenticabile Papa Giovanni Paolo II, attraverso una sua opera poetica giovanile che ha per titolo: “Davanti alla bottega dell’Orefice”, che veniva ambientata nelle Marche, ma soprattutto a Fabriano. Da allora sono iniziate le riprese, di cui io ne curo personalmente la regia. 

Esse iniziano con la benedizione della fiaccola da parte del Santo Padre, che sarà portata a Macerata.

Rivedendo le immagini girate quella notte presso lo stadio, ripenso all’esperienza meravigliosa vissuta durante il pellegrinaggio a piedi che si snoda da Macerata a Loreto. Una vera esperienza di fede, che ci arricchisce nell’amore verso Maria, ecco perché ho desiderato deporre nelle sue mani questo lavoro cinematografico.

Come è bello ricordare le innumerevoli persone presenti presso lo stadio che cantavano: “Camminerò, camminerò nella tua strada, per stare con Te, per sempre” e ci si proponeva: “Sveglia le nostre anime addormentate e facci provare il dolore per aver peccato”.

La solenne concelebrazione eucaristica - che ha poi aperto il 32° pellegrinaggio da Macerata alla Santa Casa di Loreto - fu presieduta da Sua Eminenza Rev.ma Carlo Caffarra, Pastore della Chiesa di Bologna. 

Nella Sua omelia ci diceva: “La persona ha bisogno di amare e di sentirsi amata” e continuava: “E’ lo sguardo d’amore di Gesù che ha schiodato Pietro dal suo pentimento  - e citando S. Ambrogio diceva - Guardami come hai guardato Pietro, come hai guardato la peccatrice. L’atto del perdono cambia l’io perché sentendosi amato è invitato ad amare. La peccatrice perdonata può dire come San Paolo: “Non sono più io che vivo, ma Cristo vive in me”. Un decentramento del proprio io al Tu di Cristo. Tutto è edificato in relazione al Tu di Cristo. Tutto ciò che accade, l’asse dell’esistenza è il rapporto con Cristo, vivente nella Chiesa”.

Come le ho sentite mie queste parole. Come le scelte della mia vita sono cambiate. Mi sono sentita trasformata, levigata dallo Spirito Santo. Le mie urgenze oggi sono altre, perché c’è in me una corrente, una forza che mi trascina altrove.

Il pellegrinaggio è una metafora di quanto vissuto dalla peccatrice perdonata. “San Paolo ci aiuta a cogliere il legame con Cristo”. Ricordava ancora il Cardinale: “Non però che io abbia già conquistato il premio o sia arrivato alla perfezione; solo mi sforzo di correre per conquistarlo, perché anch’io sono stato conquistato da Gesù Cristo”. (Fil 3, 12)

L’incontro con Cristo dunque, mette in movimento l’io come questo pellegrinaggio. Il Cardinale incoraggiandoci ancora affermava: “Forse tenti di camminare e ti dolgono i piedi, ma il Verbo di Dio è venuto a guarire gli storpi. Tu dici ho i piedi sani ma non riesco più a vedere la via, Gesù è venuto a guarire i ciechi”.

Cristo è Tutto, è la Via, ma il percorso è misterioso, si cammina al buio. E’ rivoluzionario.  

Qualche settimana prima trovandomi a Fabriano per alcuni sopralluoghi, per scegliere i posti dove girare il film, incontrai Sua Eccellenza Mons. Giancarlo Vecerrica, che non solo mi parlò del Pellegrinaggio con gioia ed entusiasmo, ma mi donò alcuni testi in merito. Senza pensarci troppo, per il mio profondo amore che nutro verso Maria e la sua Santa Casa, decisi di inserire il pellegrinaggio nel film sapendo che ciò sarebbe stato gradito anche a Giovanni Paolo II, il Papa del “Totus Tuus”, il Papa innamorato della Beata Vergine Maria.

“Davanti alla bottega dell’Orefice” è un’opera poetica fondata sull’Amore. Qui vengono raccontate tre storie d’amore. Quale luogo migliore della Santa Casa di Loreto dove ambientare la dichiarazione d’amore di una giovane coppia, che ha paura di affrontare il futuro, a causa della dolorosa esperienza dei rispettivi genitori, che in qualche modo, hanno vissuto anche loro di riflesso? Il pellegrinaggio li aiuta a vincere le resistenze interiori e decidono di sposarsi.

Al pellegrinaggio hanno partecipato non solo gli attori impegnati nelle scene da girare, ma anche coloro che interpretano altri ruoli, pregando e affidando al Signore la loro vita, il loro talento, questo progetto.

Nella testimonianza che ho fatto durante il pellegrinaggio, ho raccontato che all’inizio della mia conversione, ho iniziato ad assaporare la Bellezza di Dio attraverso i suoi doni, e a desiderare di trasmetterla agli altri attraverso l’Arte. Per questo motivo lessi la “Lettera agli Artisti” di Giovanni Paolo II, che mi incoraggiò a sognare e a credere in un’Arte diversa che recasse: pace, gioia e speranza agli uomini. Difatti scrissi un progetto che si chiamava l’Annuncio, ispirandomi all’Annunciazione, dove mi prefiggevo un’Arte che rendesse gloria a Dio, attraverso la Sua Parola. Nella Sua Lettera Giovanni Paolo II parlava dello Spirito Santo, l’Artista dell’Universo, quale migliore ispiratore per noi artisti?

Sono passati diversi anni, momenti anche difficili in cui credevo che tutto fosse solo un sogno, ma qualcosa vedo che inizia a realizzarsi. Proprio adesso, lo comprendo meglio.

La “Star Rose Academy”,  l’Accademia di spettacolo che dirigo a Roma, è fondata proprio sulla “Lettera agli Artisti”. I ragazzi che studiano canto, recitazione, danza e musica vengono da diverse parti d’Italia. Con loro ho fatto un percorso meraviglioso, per questo ho deciso di dirigerli nel film “Davanti alla bottega dell’Orefice”.

Non poteva mancare all’interno del film la Santa Casa, luogo per eccellenza dell’Incontro dello Spirito Santo con Maria, che accoglie l’Annuncio dell’Amore di Dio.

Il Signore in questi anni sta guarendo il mio cuore, mi insegna ad essere fedele e ad amare con il Suo Amore. 

Per questo desidero raccontare l’amore umano con le sue contraddizioni e difficoltà, perché desidero che si comprenda che senza l’Amore di Dio, non si ama fino in fondo e per sempre. E’ Lui il Maestro. E’ Lui la Via per amare. Il senso della nostra vita. Oggi come la peccatrice perdonata vivo per Cristo.

Nei momenti difficili imparo a non scoraggiarmi, ma ad attingere forza da Lui stesso attraverso la preghiera e i Sacramenti della Sua Chiesa vivente.  

 

Il segreto della vita

di Alessandro Banfi

Passo dopo passo. Verrebbe da dire che il segreto del pellegrinaggio Macerata-Loreto è lo stesso della vita. Si cammina mettendo un piede davanti all’altro, senza pensare quanto manca, lasciando che il ritmo diventi regolare, vada d’accordo col respiro. Questo splendido pellegrinaggio mariano è un’occasione per pensare, per cantare, soprattutto per pregare. Cioè per chiedere qualcosa. Ognuno dei tantissimi convenuti arriva con un peso sullo stomaco, piccolo o grande che sia, una richiesta, una domanda, un’intenzione. Com’è già bello radunarsi per questo! Sapere che si mendica qualcosa insieme accresce la razionalità e la potenza del gesto. E poi non c’è bisogno delle nostre parole. Come scrisse l’allora cardinal Ratzinger nell’introduzione al libretto di 30 Giorni Chi prega si salva:  “Il Signore ci ha insegnato il Padre nostro come modello dell’autentica preghiera e ci ha donato una Madre, la Chiesa, che ci aiuta a pregare. (...) Nel pregare con la Madre Chiesa noi stessi impariamo a pregare”. Camminando da Macerata a Loreto si recita, come si deve, il Rosario. Maria sale in cima ai nostri pensieri e li chiarisce, lungo il cammino. Pesanti come macigni alla partenza, all’arrivo all’alba diventano leggeri, quasi si dissolvono nella luce visibile del nuovo giorno. Svaniscono del tutto nella luce invisibile della Sua Presenza. Pellegrinare recitando le Ave Maria, cantando, ascoltando le testimonianze e le intenzioni di preghiera può davvero farti sentire protagonista della storia. Il nostro amato don Luigi Giussani disse a Roma, davanti al Papa: “Il vero protagonista della storia è il mendicante. Cioè il cuore dell’uomo che mendica Cristo e Cristo che mendica il cuore dell’uomo”. Mettere un passo dopo l’altro verso la Santa Casa fa sentire che tutta la potenzialità dell’uomo si realizza in questa avventurosa mendicanza.

Ad un mese dalla Settimana Liturgica di Fabriano

Data: 
Martedì, 28 Settembre, 2010

Si è svolta a Fabriano dal 23 al 27 agosto scorso la 61° Settimana Liturgica Nazionale sul tema "Eucaristia e Condivisione", un tema molto caro alla Chiesa, sviluppato in cinque giorni di lavoro con vari relatori, a cominciare dal Cardinale Angelo Scola fino al Predicatore della Casa Pontificia Padre Raniero Cantalamessa.

Ecco il messaggio finale del Vescovo di Fabriano-Matelica Don Giancarlo Vecerrica sulle prospettive e le proposte lanciate da questo convegno... 

 

La Settimana Liturgica Nazionale svoltasi in Diocesi dal 23 al 27 agosto è stato un evento che ha arricchito e interrogato la nostra prassi pastorale e il modo di vivere e celebrare la liturgia. La chiamata è stata quella di vivere la Chiesa nella sua condizione di oggi la quale “benché soffra, è gioiosa, non è invecchiata ma giovane” (Benedetto XVI 29/7/2010). 

Tornare a parlare del nesso tra eucaristia e condivisione o tra liturgia e vita quotidiana è certo anche segno del fatto che questo vincolo rischia di non essere più percepito. La Settimana Liturgica Nazionale ci ha però ravvivato la coscienza di questo nesso inscindibile che nasce da quello più originario tra corpo di Cristo sacramentale e corpo di Cristo ecclesiale. La spinta “cattolica” della Chiesa, cioè “fino ai confini della terra”, la spinge a voler trasformare tutto il mondo in quel “corpo” e a non considerare nessuno “clandestino” nel Regno di Dio: in ogni uomo infatti c’è Cristo (Mt 25). La stessa coscienza ci induce a dare continuità a questo evento vissuto assieme, perché esso passi a strutturare e trasformare concretamente l’azione pastorale della nostra Diocesi nel prossimo anno.

Insieme ai miei sacerdoti e laici ci proponiamo di continuare a lavorare in modo particolare sui seguenti punti:

1. Carità e liturgia

Ci è stato ricordato che la vita cristiana è tutta una vita all’insegna del “per”. Cerchiamo, di vivere con continuità la liturgia come luogo di gratuità e grazia, in cui incontriamo Cristo “che, da ricco che era, si è fatto povero per voi, perché voi diventaste ricchi per mezzo della sua povertà” (2 Cor 8,9) donandosi “per la vita del mondo” (Gv 5,51) cioè per la nostra vita quotidiana di fronte e dentro al mondo. Per fare questo bisogna coltivare quella forma di gratitudine nei confronti della vita che deriva dall’aver sperimentato che la grazia di Dio entra nella storia e trasforma le nostre povertà e miserie, rendendo le nostre forze capaci di produrre ciò che non sarebbero da sole in grado di fare.

Senza un cuore da bambini, non si può guardare con stupore il mondo, senza un cuore rinnovato la liturgia non si gusta, ma sembrerà una arida ritualità. Tra le tante cose, abbiamo meditato in questi giorni anche sull’esperienza caratteristica della colletta organizzata da Paolo, “un’iniziativa del tutto nuova nel panorama delle attività religiose” , capace di racchiudere in sé un valore caritativo e allo stesso tempo cultuale. Essa scaturì dal cuore di persone che anzitutto si erano consegnate a Dio liberamente, sull’esempio dell’offerta di sé che ha fatto Cristo. Dal servizio di Dio nasce il gesto del servizio del prossimo, perché ne è sincera espressione e diventa autentica prova di coerenza dell’adesione a Dio. La colletta divenne per le antiche comunità segno distintivo dell’unità tra loro e le persone, le quali mai possono accettare divisioni e disuguaglianze se partecipano alla celebrazione eucaristica.

INIZIATIVE

Già molte iniziative sono presenti in Diocesi che si occupano delle opere di carità (Caritas diocesana e parrocchiale e altri gruppi ecclesiali che si occupano delle mense e dei poveri). Per cercare di valorizzarle e incrementare il loro collegamento con la liturgia proponiamo alcune iniziative:  

- Diamo la liturgia al mondo! Accade che nelle nostre parrocchie alcuni fedeli non abbiano mai fatto esperienza di una sola Ora dell’Ufficio Divino. Si metta in mano ai laici la possibilità di celebrare Lodi e Vespri come forma quotidiana della preghiera. Si organizzino gruppi di palazzo, di quartiere, si vada nei luoghi di aggregazione di fedeli per celebrare la Liturgia della Parola o delle Ore. Questo si rende sempre più urgente in vista della diminuzione del numero di preti che di qui pochi anni saremo costretti a “subire” se non prepariamo la gente a saperla “vivere” e affrontare.

- Stabiliamo un “giorno fisso” a settimana in cui portare sostanze per il “cesto del povero” in Cattedrale o in una Chiesa madre della zona pastorale. Si valorizzi creativamente la raccolta delle offerte nelle celebrazioni.

2. Corpo eucaristico e Corpo ecclesiale

La messa non è solo un raduno in un luogo, ma è azione del Popolo di Dio.

La settimana liturgica ci ha ricordato la forte connessione tra eucaristia e fraternità. L’interazione tra i due corpi di Cristo (sacramentale e ecclesiale) si palesa nella stessa preghiera eucaristica dove chiediamo la trasformazione del pane affinché avvenga anche quella dei nostri corpi, ciascuno come suo membro. Così realizziamo anche il motto da me scelto come Pastore di questa Diocesi: “Ut congregemur in unum” (Canone della Messa II).

“La diversità dei compiti nella chiesa rischia di nascondere la loro solidarietà e la loro unità. Agli uni la contemplazione agli altri l’azione; ai preti le responsabilità spirituali, ai laici i compiti temporali! Ognuno è geloso della sua specialità e della sua autonomia. Taluni si consacrano ad una liturgia che non sbocca su una vita impegnata, altri si esauriscono in azioni civiche e sociali, ma per mancanza di radici evangeliche cessano di essere testimonianza” .

Dobbiamo anche essere coscienti che se ci costituiamo come assemblea eucaristica è anche a causa della consapevolezza della nostra dispersione storica, perché nella celebrazione chiediamo l’unità che non abbiamo e non sperimentiamo e che solo Lui può dare.

“L’eucaristia crea comunione ed educa alla comunione… Questa peculiare efficacia nel promuovere la comunione, che è propria dell’Eucaristia, è uno dei motivi dell’importanza della Messa domenicale” (Lettera Enciclica “Ecclesia de Eucaristia” 40-41).

INIZIATIVE

- Si pongano segni da fare durante la liturgia che manifestino minore separazione nel corpo di Cristo tra sacerdoti e laici, tra chi presiede e l’assemblea e che possano avere forte impatto nella vita quotidiana della pastorale ecclesiale, per mettere effettivamente in atto il tanto auspicato coinvolgimento dei laici che però resta di fatto sempre lettera morta. 

- Ogni Parrocchia imposti creativamente una Settimana Eucaristica in preparazione del Congresso Eucaristico Nazionale di Ancona (4-11 settembre 2011).

- Bisogna rivedere il modo e i tempi di fare l’omelia: ci si prepari più accuratamente senza abusare del tempo e della pazienza dei partecipanti. Sia il Padre il protagonista della celebrazione della fratellanza!

- Si esorta a livello diocesano un impegno per la revisione del repertorio dei canti e a livello parrocchiale la promozione e la formazione dei gruppi di animazione liturgica.

3. Pane per la vita quotidiana

Tramite la partecipazione frequente alla Messa possiamo imparare la posizione interiore esatta per affrontare i problemi umani nel campo degli affetti e del lavoro. Immettere l’esperienza dell’Eucaristia nel proprio quotidiano dà forma alla vita quotidiana.

Le relazioni di questa Settimana Liturgica ci hanno mostrato il nesso forte tra impegno di fronte a Dio nella liturgia e conversione del nostro stile di vita.

La liturgia vissuta costituisce infatti la strada dell’impegno etico. La moralità è la conversione del nostro cuore, è volgersi verso la direzione giusta: ci dirigiamo al mondo per dirigerlo a Dio: 

“[…]la persona umana deve sì lavorare, impegnarsi nelle occupazioni domestiche e professionali, ma ha bisogno prima di tutto di Dio, che è luce interiore di Amore e di Verità. Senza amore, anche le attività più importanti perdono di valore, e non danno gioia. Senza un significato profondo, tutto il nostro fare si riduce ad attivismo sterile e disordinato. E chi ci dà l’Amore e la Verità, se non Gesù Cristo? Impariamo dunque, fratelli, ad aiutarci gli uni gli altri, a collaborare, ma prima ancora a scegliere insieme la parte migliore, che è e sarà sempre il nostro bene più grande.” (Benedetto XVI, Angelus del 18 luglio 2010).

La stessa Preghiera Eucaristica, nelle intercessioni, recita richieste concrete in soccorso dei bisognosi vincolando così il celebrante e tutta l’assemblea ad un impegno etico.

Quali sono le nostre vere indigenze e bisogni? Infatti è attraverso il bisogno che l’uomo è spinto al suo destino; attraverso il bisogno impara che gli manca qualche cosa. Condividere il bisogno quindi vuol dire sorprendersi ad interessarsi del destino dell’altro come di se stessi.

Forse la crisi economica che ha costretti ad un cambiamento di stile e ad una rielaborazione delle priorità dei nostri valori deve essere accolta come una opportunità. Ma sarebbe assurdo trovarsi a toccare con mano le nostre vere fami, senza sapere o comprendere che vi è un Vero Pane che le può sfamare! 

“Ecco, verranno giorni,- dice il Signore Dio -in cui manderò la fame nel paese, non fame di pane, né sete di acqua, ma d'ascoltare la parola del Signore.” (Am 8,11)

Cosa ci sazia davvero? È la domanda aperta da questa Settimana Liturgica e per il cammino di questo Anno Pastorale.

“Procuratevi non il cibo che perisce ma quello che dura per la vita eterna e che il Figlio dell'uomo vi darà” (Gv 6,26).

INIZIATIVE

- Il problema della disoccupazione non è solo un problema economico, ma sociale e personale: abbiamo tante energie non sfruttate. Impieghiamole per il bene comune, per la costruzione del Regno. A partire dal Mt 25, la Chiesa dia un segno forte del fatto che si fa carico e promuove iniziative capaci di rivoluzionare la mentalità consumistica dominante, nei confronti delle nuove povertà e di quelle categorie di persone che oggi si stanno cancellando dalla cura e dall’interesse comune, appunto perché non producono “interessi”. 

- All’inizio del cristianesimo alla liturgia partecipavano tutti, ricchi e poveri, vedove ed orfani. Ci sono oggi anche nuove povertà ed emarginazioni sociali. Si potrebbero radunare i disoccupati per incontri formativi; far fare loro un elenco delle capacità che sarebbero disposti a mettere a disposizione della comunità ecclesiale. Si pensi ad una più evidente, organizzata e convinta pastorale dei conviventi e dei divorziati come anche dei gruppi delle varie emarginazioni sociali. 

- Vi siano gesti da fare nella liturgia che indichino la cura e la sensibilizzazione per il rispetto della natura e la sua promozione: si valorizzino i simboli degli elementi naturali nella liturgia.

- Si promuova la creatività nella preparazione e svolgimento della preghiera dei fedeli nelle celebrazioni.

- Le proposte emerse nei quattro “Gruppi di Interesse” della Settimana Liturgica siano battistrada per rivedere l’impostazione della pastorale nei tre livelli, privilegiati dal Vescovo: familiare, giovanile-vocazionale e del lavoro.

Auspico che il cammino iniziato con la Settimana Liturgica determini una novità nella nostra Diocesi e che queste proposte possano essere accolte da tutti in vista di una immagine di Chiesa unita e viva! 

Affido queste iniziative alla Madonna del Buon Gesù, alla quale faremo solenne consacrazione della Diocesi l’8 settembre 2010.

 

† Giancarlo Vecerrica

Fabriano, 27 agosto 2010. 

Chiusura della 61° Settimana Liturgica Nazionale

 

Per maggiori informazioni consultare il Sito della Diocesi di Fabriano Matelica.

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