Anche Giuliano Ferrara e Savino Pezzotta alla marcia Macerata-Loreto

MACERATA - Le vie del Signore sono davvero infinite; e sospinto da fede incrollabile il comitato del pellegrinaggio Macerata-Loreto sta lavorando con un fervore senza precedenti, e la doccia fredda della chiusura del ponte sul fiume Potenza non ha neppure scalfito la certezza nell’evento. La sede del comitato organizzatore, in piazza Strambi, è una gioiosa macchina della fede, avviata a pieni giri. In questa sorta di lunga vigilia non meno di cinquecento volontari stanno lavorando giorno e notte per far sì che tutto sia perfetto; e sabato notte arriveranno a circa duemila. Una corsa al reclutamento proveniente da tuta Italia, testimonianza della straordinaria capacità attrattiva dell’evento non solo per i fedeli. Si stima che l’appuntamento con la preghiera radunerà non meno di 50 mila fedeli provenienti anche da Croazia, Francia, Austria, Germania e Svizzera. Tra costoro molti nomi molto noti, qualcuno insospettato: ci saranno, per esempio, Giuliano Ferrara, direttore del quotidiano Il Foglio, il presidente nazionale di Azione Cattolica, Luigino Alici, che è anche docente di Filosofia morale l’università di Macerata, il segretario nazionale della Cisl Savino Pezzotta, impressionato, lo scorso anno, dalla mostra “In itinere - Pellegrini, non vagabondi”, visitata al Meeting di Rimini, al punto da volersi “arruolare” anch’egli. Sabato, prima della cerimonia, insieme ad Alici a saluterà la marea di pellegrini presenti allo stadio Helvia Recina di Macerata. E poi ci sarà anche Luigi Gresta, allenatore della Sicc Jesi basket in A1. «Il pellegrinaggio è la vita - ha detto recentemente Gresta, non nuovo al cammino di preghiera - e rispecchia l'andamento di una vita: c'è una partenza, un cammino e un arrivo. Qui l'arrivo non è una tragedia, ma una cosa lieta. Dentro, però, c'è tutta la fatica, la sofferenza, la bellezza di stare in compagnia come nella vita. C'è chi ti aiuta e sei aiutato. Avere coscienza di questo è già un segno importante che ti spinge a rimanere attaccato ad popolo in movimento e a proporre questa storia ad altri…».

Fonte: 
Corriere Adriatico