Il cardinale Renato Martino: la pace per i cristiani non può essere solo una parola

C’è anche Paola Bignardi, presidente dell’Ac, che prepara il pellegrinaggio di settembre alla Santa Casa.

Loreto, notte sui passi della speranza.

Circa 40mila i giovani che stanotte hanno vissuto l'emozione della marcia di preghiera da Macerata alla città mariana.

La pace nel mondo e l'unità nella Chiesa: due solidi motivi per passare una notte in cammino e dare un contributo di fatica e preghiera per un futuro diverso. Una scelta che ha coinvolto direttamente circa 40.000 persone, che con ogni mezzo hanno raggiunto, ieri sera, Macerata, per il 26° pellegrinaggio verso Loreto. Ma, parallelamente, c'è anche un pellegrinaggio virtuale, composto dalle miglia di persone che hanno conosciuto l'esperienza in rete, non hanno potuto raggiungere l'Italia, ma hanno voluto essere presenti comunque: circa mille contatti solo ieri. «Alcuni - dice il portavoce del Comitato, Giuseppe Luppino - arrivati dalla Cina e dalla Tunisia». Partecipano anche quest'anno due nonnine, una maceratese di 84 anni e una di 90 anni, arrivata da Filottrano. Dal sito è arrivata anche la notizia dell'arrivo di un gruppo di giovani polacchi. Due giorni di viaggio in auto, per poi affrontare la nottata in auto. Ieri sera erano già stanchi, ma raggianti, sotto il palco, ad ascoltare il cardinale Renato Raffaele Martino, presidente del Pontificio Consiglio della Giustizia e della Pace. Commovente anche il suo incontro con Andrea Angeli, portavoce dell'autorità della coalizione in Iraq. Due vecchie conoscenze "di frontiera", due testimonianze autentiche che hanno acquisito ancora più significato dopo la visita di Bush al Papa, in Vaticano. Martino vede sfilare la fiaccola della pace, arrivata da Roma, dove è stata benedetta mercoledì dal Papa, di cui ricorda la testimonianza, in queste ore a Berna; cita Lourdes, con cui i pellegrini si sono appena collegati in video (dopo che padre Saverio Zampa, delegato del vescovo di Lourdes ha consegnato in dono a monsignor Giancarlo Vecerrica, guida del pellegrinaggio, un frammento della grotta delle apparizioni) e ricorda come queste due città, insieme a Loreto, sono luoghi in cui si coltivano le ragioni della speranza per tutto il continente europeo. «Per noi cristiani, ribadisce Martino, la pace è compito e responsabilità. Gesù non ha detto "beati coloro che parlano di pace e discutono sulla pace", ma "Beati gli operatori di pace, perché saranno chiamati figli di Dio". Angeli ricorda l'«ingiusta sofferenza del popolo iracheno di cui - dice - siamo stati testimoni. Si poteva essere ieri pro o contro l'intervento, come oggi si può essere favorevoli o contrari alla permanenza, ma lo spirito di solidarietà comune a quella gente e a quella nazione, ma anche a tutta la regione deve rimanere intatto». Accanto a lui, con Carla Beci, vedova di Marco Beci, funzionario della Cooperazione italiana ucciso a Nassiriya, il colonnello-pilota Antonio Albanese, reduce dall'Iraq dopo quattro mesi da comandante dell'Areonautica e il maresciallo dei carabinieri Claudio Fiori, anche lui reduce dall'Iraq e medaglia d'argento al valor militare conquistata a Mostar. L'altro tema forte della serata viene offerto da Paola Bignardi e monsignor Francesco Lambiasi: rappresentano l'Azione Cattolica a tre mesi esatti dal pellegrinaggio a Loreto in cui si rinnoverà l'incontro fra l'associazione e Giovanni Paolo II, consolidando così il patto di fedeltà alla Chiesa e il mandato alle aggregazioni laicali. È la prima volta che un presidente di Azione Cattolica partecipa a quest'evento, segno di un tempo nuovo, di una stagione di crescita del dialogo nella chiesa. «È importante verificare, oggi - aggiunge la Bignardi - come ci siano più motivi che ci uniscono, rispetto a quelli che ci distinguono». Ad ascoltarli, mentre parlano di unità nella Chiesa, di nuova responsabilità del laicato, ci sono in silenzio tanti i giovani e le famiglie, zaino in spalla, berrettini gialli e blu in testa, borraccia e scarpe da tennis, con la coroncina del rosario in mano. L'altoparlante diffonde i saluti del cardinale Camillo Ruini, di monsignor Luigi Giussani, del presidente della Repubblica, Carlo Azeglio Ciampi. Il sole è ormai tramontato, è ora di mettersi in cammino. I pellegrini si mettono in marcia, in attesa di rivedere la luce, a Loreto.

Fonte: 
Avvenire