MACERATA — Un nuovo annuncio per un avvenimento di rilievo. E' quello che si ripromette di offrire, il 14 giugno, al pellegrinaggio Macerata-Loreto Giancarlo Vecerrica, da sei mesi vescovo della diocesi di Fabriano-Matelica. Ma se la sua nuova veste gli impone compiti nuovi e impegnativi, per l'ideatore del pellegrinaggio non è cambiato nulla: «Sarò alla testa del pellegrinaggio che ho seguito a distanza e nei prossimi giorni mi recherò a Macerata per affiancare gli organizzatori». E' radioso mons. Vecerrica, la sua creatura, il pellegrinaggio, continua ad essere un punto di riferimento per la sua vita e per quella di tutti coloro che partecipano al cammino. I maceratesi potranno incontrarla di nuovo? «Sì. Soprattutto avrò la gioia di incontrare gli amici maceratesi che mi suscitano tanta nostalgia. Quando sono stanco e affaticato, mi viene la tentazione di dire che voglio tornare a Macerata, anche se a Fabriano mi hanno fatto un'accoglienza straordinaria. Ho due bellissime case, a Fabriano e a Macerata». Anche quest'anno ci saranno presenze di rilievo? «Arriverà il cardinale Camillo Ruini, presidente della Conferenza Episcopale Italiana che rappresenta tutti i vescovi, per celebrare i 25 anni del pellegrinaggio. Ci sarà anche il ministro Rocco Buttiglione con altri politici e rappresentanti di varie categorie. Ma il pellegrinaggio è aperto a tutti, personaggi importanti e persone semplici. Ci sono già tante segnalazioni, soprattutto dall'estero, e presenze molto consistenti da tutta Italia. Arriveranno anche tanti amici dalla diocesi di Fabriano-Matelica». Bisogna avere una motivazione per partecipare a questo cammino di fede? «Sì. Il pellegrinaggio insegna a individuare un punto di arrivo nella vita, un valore grande. Ci indica come vivere la vita sapendo a chi offrirla e indirizzarla. Il pellegrinaggio alla Santa Casa è significativo perché la Madonna è il personaggio che nella storia del Cristianesimo ha indicato il metodo per imparare a vivere, ha indicato la presenza di Gesù. E' ritrovare un punto di riferimento per la vita, sapere dove andare». E' anche una grande emozione… «Sì. Ogni volta mi commuovo di gioia perché si ascoltano testimonianze straordinarie, si prega insieme, si canta, poi la fiaccolata, lo scambio della pace, l'arrivo a Loreto carico di commozione».

Fonte: 
Il Resto del Carlino