Giuliana Ciocca e Giancarlo Postacchini sono due dei trecento pionieri che nel 1978, da studenti universitari, parteciparono alla prima edizione della Macerata-Loreto. E oggi, sposati e non più giovani, continuano a camminare lungo i 28 chilometri del percorso. «Quel 17 giugno di trent'anni fa - ricorda Giuliana - partimmo a mezzanotte, dopo una celebrazione nel duomo di Macerata, senza una grande organizzazione, ma solo con qualche megafono, torce e tanto entusiasmo. Il percorso si snodava nelle campagne, seguendo l'antico percorso del pellegrinaggio mariano, segnato da edicole semplici e sempre molto curate: strade brecciate, sentieri nei campi, nel buio della notte, con la gente di campagna che ci guardava con un misto di stupore e ammirazione». Il primo anno Giuliana era addetta a leggere al microfono i brani religiosi e letterari e le preghiere durante il cammino; nel secondo pellegrinaggio, invece, dovette aiutare gli infortunati, che salivano sulle poche auto che seguivano il corteo. Non c'erano, allora, ambulanze né postazioni mediche che oggi sono invece disseminate lungo l'itinerario. Giancarlo, uno dei pochi ad avere partecipato a tutti i pellegrinaggi, nei primi anni portava la croce di legno che poi veniva piantata in un punto del percorso per «segnare il cammino» [e oggi se ne vedono tante sull'attuale percorso), poi ha prestato la sua opera nel «servizio luci». L'esperienza del Pellegrinaggio è contagiosa: molti sono i compagni di studio e poi di lavoro che hanno aderito agli inviti fatti negli anni da Giuliana a Giancarlo, e oggi anche i loro Figli camminano nel grande «popolo della notte» che attraversa la campagna marchigiana.Lorenzo Rossi, un altro veterano, il 17 giugno 1978 se lo ricorda bene, perché coincideva col suo ventesimo compleanno. «Confesso che decisi di partecipare anche perché doveva venire una ragazza di cui ero segretamente innamorato (poi diventò mia moglie), che però la sera prima ebbe un malore e si ritirò. Ma non me ne sono pentito, e in questi anni non ho mai smesso». Anche se spesso ha dovuto rinunciare al cammino per prestare la sua opera nel servizio di accoglienza che al mattino attende l'arrivo del corteo sul piazzale della basilica lauretana. Anche questo è «fare» il Pellegrinaggio.

Fonte: 
Avvenire