GIOVANI E FEDE
Monsignor Vecerrica, che cominciò nel 1978 con 300 studenti: i giovani chiedono di misurare la loro sete di felicità con proposte forti Un grande risveglio di fede popolare

Attesi in 60mila al pellegrinaggio a piedi promosso da Comunione e liberazione Delegazioni da tutta Italia e dall’Europa

«Io ci vado con i miei compagni di classe, siamo in cinque. Se vuoi venire anche tu, ci vediamo sabato pomeriggio alle sei al cancello 4 dello stadio». «Sul pullman non c'è più posto, mi sto organizzando con il treno, sentiamoci sul cellulare, mi piacerebbe stare tutta la notte con te, come l'anno scorso». Frasi colte al volo tra giovani che chattano su Internet. Niente concerti rock: si danno appuntamento al pellegrinaggio a piedi che parte domani sera dallo stadio Helvia Recina di Macerata e arriverà a Loreto all'alba di domenica. Per la ventisettesima edizione sono attese sessantamila persone. Saranno soprattutto giovani, come i trecento che nel 1978 aderirono all'invito di un giovane insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica, che aveva proposto ai suoi studenti di ringraziare la Madonna per l'anno scolastico appena concluso. Qualcosa di assolutamente rivoluzionario per quei tempi (e non solo): una cosa dell'altro mondo in questo mondo, che riprendeva una tradizione anticamente molto diffusa nella zona e che si era ormai quasi completamente esaurita.

Da 300 a 60mila in 27 anni, vuol dire duecento volte di più. Da dove arriva tutta questa gente? Cosa cerca? Cosa vuole? «Cerca cose grandi, cerca la bellezza, qualcuno con cui condividere la fatica di un cammino, cerca risposte in un mondo che sa moltiplicare solo i dubbi e le domande. E nel pellegrinaggio trova la possibilità di confrontarsi con una proposta affascinante e carica di promessa, la stessa che Gesù aveva fatto ai suoi amici duemila anni fa». Don Giancarlo, l'inventore del pellegrinaggio, da due anni è diventato vescovo di Fabriano-Matelica e nei mesi scorsi ha incontrato i giovani in molte scuole, presentando la sua lettera pastorale «Chiesa, torna a educare». «Se si ha il coraggio di proporre e di testimoniare, i giovani ascoltano, sono disponibili a misurare la loro sete di felicità con chi hanno davanti, si mettono in discussione, abbandonano le secche del relativismo e della polemica a tutti i costi, si coinvolgono e diventano a loro volta trainanti nei confronti dei coetanei. In questi anni stiamo assistendo a un grande risveglio di fede popolare, aiutato dalla testimonianza di autentici maestri di vita. Tre esempi che hanno lasciato il segno in questi mesi: prima i funerali di don Giussani, poi la malattia e la morte di Giovanni Paolo II, più recentemente le parole di Benedetto XVI, come quella frase offerta ai giovani: "Non abbiate paura di Cristo! Egli non toglie nulla e dona tutto". E penso anche alla mobilitazione in atto in vista della Giornata mondiale della gioventù di Colonia, che avrà tra noi migliaia di partecipanti».

Il pellegrinaggio, promosso da Comunione e liberazione e con ampia partecipazione di associazioni e movimenti, cade alla vigilia del referendum sulla procreazione assistita, e qualcuno ha paventato che durante il suo svolgimento venga violato il cosiddetto silenzio elettorale che precede le consultazioni. C'è chi ha parlato persino di un «pellegrinaggio per l'astensione». Il portavoce Giuseppe Luppino ci tiene a chiarire che la data dell'edizione 2005 cade, come ogni anno, nel primo sabato dopo la chiusura delle scuole ed era stata fissata dodici mesi fa, quando di referendum non c'era neppure l'ombra. Quanto alle intenzioni del gesto, «quello che ci sta a cuore è la tutela e la promozione dell'uomo in tutte le sue dimensioni. I genitori di Clementina Cantoni avevano inviato una preghiera per la sorte della figlia sequestrata in Afghanistan, che grazie a Dio ieri è stata liberata. Pregheremo insieme alle famiglie di don Benzi che accolgono bambini e disabili, insieme ai ragazzi che stanno uscendo dal tunnel della droga. Una preghiera particolare andrà per la tutela della vita, secondo le preoccupazioni espresse dalla Cei soprattutto in questo periodo».

Fonte: 
Avvenire