Il pellegrinaggio / Messaggi e Testimonianze / Il saluto di mons. Giuliodori al card. Bagnasco

Il saluto di mons. Giuliodori al card. Bagnasco


Data: 
2008

Eminenza Reverendissima, la Sua presenza in mezzo a noi in occasione del 30° Pellegrinaggio da Macerata a Loreto ci ricolma di gioia e rinnova i legami di affetto e di stima cresciuti negli anni in cui e stato nella nostra Regione come pastore della diocesi di Pesaro. La salutano con animo grato e riconoscente tutti i pellegrini convenuti a Macerata, anche quest’anno numerosissimi, i confratelli della Conferenza Episcopale Marchigiana, i sacerdoti e i religiosi, la comunità ecclesiale diocesana che vive con grande partecipazione questo appuntamento annuale, le autorità civili e militari da cui è sempre giunta una cordiale e fattiva collaborazione. Assieme a Lei vogliamo esprimere con questa Celebrazione Eucaristica i nostri sentimenti di viva gratitudine a Dio Padre che ci chiama a camminare nella storia come popolo pellegrinante per cercare e approfondire la verità che e Gesu Cristo, per conformarci a Lui e per testimoniarlo coraggiosamente davanti agli uomini. Il tema scelto per questa 30a edizione del pellegrinaggio “Il vero protagonista della storia e il mendicante” ci guiderà nella scoperta del volto di Colui che “pur essendo di natura divina… spogliò se stesso, assumendo la condizione di servo e divenendo simile agli uomini; apparso in forma umana umiliò se stesso facendosi obbediente fino alla morte e alla morte di croce” (Fil 2, 6-8). Al Signore Gesu fattosi mendicante per risvegliare in noi il senso della vita e la capacità di amare, ci ha invitato a rivolgere lo sguardo anche il Santo Padre in occasione dell’udienza che abbiamo avuto mercoledi scorso per l’accensione della fiaccola della pace. Assieme a Mons. Giancarlo Vecerrica, iniziatore del Pellegrinaggio e oggi vescovo di Fabriano - Matelica, abbiamo chiesto un messaggio da portare ai pellegrini e il Papa ci ha detto: “Indicate loro Cristo, la vera luce e invitateli a seguirlo perche solo nella sua luce possiamo trovare speranza e possono essere sconfitte le tenebre del peccato”. A questo invito ha fatto seguito il telegramma di cui do lettura: Occasione trentesima edizione Pellegrinaggio a Piedi da Macerata alla Santa Casa Loreto Sommo Pontefice desidera assicurare spirituale presenza a questa provvida manifestazione proposta dal movimento di Comunione e Liberazione unitamente a diocesi Macerata, prelatura Loreto e altre associazioni ecclesiali e rivolge cordiale saluto a partecipanti chiamati a riflettere sul tema “Il vero protagonista della storia e il mendicante”. Sua Santità auspica che quanti prenderanno parte a così significativa esperienza di preghiera, che ripropone in modo originale un gesto profondamente sentito dal popolo cristiano, possano fare gioiosa esperienza di Cristo Via Verità e Vita, sperimentando materna intercessione Maria Madre di Speranza. Con tali voti Santo Padre invoca su presuli, sacerdoti e pellegrini tutti copiose grazie celesti e invia speciale Benedizione Apostolica. L’affettuosa vicinanza del Santo Padre e il privilegio di avere qui con noi, Ella Eminenza, quale presidente della Conferenza Episcopale Italiana, ci fanno sperimentare la comunione e l’unità della Chiesa, assieme alla bellezza di appartenere ad una comunità in cammino che vuole essere nella storia a fianco degli uomini, per condividerne le sofferenze e le gioie, guardando con particolare premura alle nuove generazioni che costituiscono la speranza della Chiesa e dell’umanità. Vogliamo ringraziarLa, Eminenza carissima, anche per l’alto Magistero pastorale che ha espresso in occasione della recente Assemblea Generale dei vescovi italiani, dedicata a quella che giustamente viene definita l’ “Emergenza educativa”. Consapevoli, come ha detto nella prolusione, che “questa e per noi l’ora non del fato ma della provvidenza, la quale ha un volto e un cuore, quello di Cristo”, accogliamo e facciamo nostro il Suo invito a contrastare con decisione la cultura nichilista che determina, soprattutto nei giovani: “una sorta di grande anestesia degli spiriti” e a proporre coraggiosamente la sequela di Gesu Cristo da cui deriva – sono sue parole -: “il risveglio inaudito ad una vita diversa, radicalmente altra, ideale subito concreto e pertinente, principio riordinatore di un’esistenza via via capace di altri sapori e di altri riti”. Questo pellegrinaggio e questo popolo in cammino, composto prevalentemente di giovani, sono il segno concreto di un’inversione di tendenza. Sono la conferma che e possibile una “rinnovata opera educativa” se, come ci ricordava ancora nel Suo intervento, si “avrà il coraggio di non obliterare il costo degli ideali e se non si rinuncerà alla prossimità che sa farsi compagnia”. Grazie, grazie Eminenza per il Suo illuminato servizio alla Chiesa italiana e per il dono della Sua presenza che ci incoraggia. La nostra gratitudine si fa preghiera e le assicuriamo un ricordo particolare lungo tutto il pellegrinaggio, in attesa di ritrovarci a Loreto domani mattina per ringraziare la Mamma celeste e affidare alla Madonna le nostre fatiche e le nostre speranze.

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