Buona sera carissimi fratelli e sorelle.

Oggi ci ritroviamo insieme per dirigerci in cammino verso la Madre di Dio. Nella nostra tradizione orientale chiamiamo la Madonna Odigitria, "Colei che ci conduce nel cammino". Penso che non possiamo andare dalla Madonna se non è Lei stessa ad accompagnarci lungo il cammino. 

Sono qui per portarvi la testimonianza di quegli ucraini che questo inverno sono rimasti fissi, saldi nella preghiera, e hanno scoperto alcune cose importanti per comprendere questo cammino. Innanzitutto ci siamo accorti che il grido, il bisogno della dignità, è più profondo della politica e che soltanto dal desiderio del cuore di riconoscere questa dignità può nascere una politica nuova. Poi ci siamo accorti che il desiderio di libertà è innanzitutto un desiderio di libertà dalla paura e che la preghiera per la libertà è una preghiera per il coraggio. E ci siamo ancora accorti che non è abbastanza rimanere fermi in un posto e che anche il rimanere al freddo e al gelo è un cammino, un cammino che deve essere accompagnato dalla preghiera della pazienza.

Noi abbiamo chiesto quella "pazienza" di cui parlava San Paolo, la pazienza da cui nasce "una virtù provata" e la "speranza".

Oggi, mettendoci in cammino, quello che io chiederei – come nostra preghiera comune – è una preghiera per un’Europa nuova, per una nuova Ucraina; chiederei di pregare per riscoprire un uomo che abbia sete della libertà, del coraggio e della speranza.

Grazie.