Poco meno di due settimane ci separano dal 7 giugno e per molti è già iniziato il conto alla rovescia in vista del 36° Pellegrinaggio Macerata-Loreto. Non ci si può non domandare, con curiosità: “Ma sarà già tutto pronto? Che cosa sta succedendo in realtà?”.  

Nella sede del Pellegrinaggio, dove tutto l’anno si lavora con cura alla preparazione della Macerata-Loreto, ora più che mai si respira un’aria di attesa, di disponibilità, di festa. 

“Pronto, Pellegrinaggio!”... È così che risponde al telefono Loretta, la segretaria, con regolarità e premura, mentre Giulia le dà una mano nella gestione dell’ufficio: “Si sta bene qui – dice Giulia –, perché si avverte che si sta collaborando a qualcosa di grande, che rende felici le persone”. L’affollamento del quartier generale, in Piazza Strambi 4, è ai massimi storici, ma tutti si adattano, pur di lavorare ai preparativi dei vari gruppi di appartenenza: la scorsa settimana l’equipe incaricata dell’allestimento dello stadio si è dovuta spostare in un’altro luogo, con la massima libertà, coscienti del fatto che non si è i soli a servire e che ognuno deve poter offrire il suo contributo.

Nel gruppo canti – che ha i tratti di una vera e propria “fraternità” – si sono implicate persone provenienti da tutta Italia. Per la prova generale di domenica scorsa si sono mobilitati addirittura da Teramo, Verona, Milano, Forlì, e naturalmente da tutte le Marche, in una meravigliosa giornata di amicizia e di canzoni, tesa a curare i particolari (l’intonazione, gli arrangiamenti, ecc.), ma soprattutto lo scopo di tutto, mettendo al primo posto la vibrazione dell’umanità propria e di quella del popolo del Pellegrinaggio, secondo la sfida del titolo di quest’anno: “Di cosa abbiamo bisogno per vivere?”.

L’aspetto interessante è che non sono solo i reparti organizzativi ad essere in fermento, ma anche i pellegrini – dai fedelissimi ai nuovi – che già fanno esperienza di quel gesto così carico di significato, preparando la loro venuta a Macerata, equipaggiati di tutte le informazioni utili, ma soprattutto della loro fede e delle loro domande... È arrivata una richiesta di preghiera direttamente dalla Repubblica Centrafricana, dove si è introdotto un forte rischio di conflitto contro i cristiani di quella regione, dopo la recente ascesa al potere di alcuni ribelli musulmani.

Laura, volontaria dell’ufficio stampa del Comitato Pellegrinaggio, racconta di aver vissuto un’esperienza davvero sorprendente, mentre era a Bologna per far visita a suo zio gravemente malato: “Poche settimane fa mia madre è venuta a fare le notti e ha raccontato del Pellegrinaggio a tutte le persone di questo reparto, del fatto che io partecipo ogni anno, sempre più entusiasta. Appena sono arrivata all’ospedale diverse persone, immaginando chi fossi, mi hanno fermato chiedendomi: ‘Tu sei la ragazza che fa il Pellegrinaggio? Mi raccomando prega per me, ricordati di me nelle tue preghiere!’... E dovevate vedere con quali occhi e con che emozione me lo hanno chiesto! Questa cosa mi ha proprio sconvolto: l’esperienza che facciamo di certo non mi rende in grado di guarire le malattie o di eliminare il dolore, ma ha portato un barlume di speranza negli occhi degli altri; anzi, in primis cambia me, poiché attraverso questa esperienza intuisco che esiste Qualcosa che regge tutta la vita e rimane vero anche in una situazione drammatica come questa!”.