Che esperienza grande andare a trovare chi tra di noi sta lavorando in mezzo a scatoloni, cappelli, coroncine, libretti... Risate, battute, difficoltà e tanti volti giovani belli raggianti come il colore dei cappellini da preparare e poi... Immersi nei più svariati ricordi!

E di ricordi se ne parla tantissimo perchè non solo sono giovanissimi – dalle medie al liceo – a lavorare, ma anche chi tra di noi è dalla prima edizione che è stato presente al Pellegrinaggio e non ne ha tralasciato neppure uno!!! Ci sono professori universitari, medici, avvocati, tabaccai e impiegati... Proprio tutti!

Si racconta che allora cappellini e coroncine si portavano da casa e così preghiere, intenzioni di amici, compagni di scuola, colleghi o di chi non aveva il coraggio d’intraprendere un cammino così lungo come nuova era la proposta.

C’è Lucia, Anna, Sofia, Teresa e di nuovo Teresa, e poi Riccardo, Giacomo, Marta, Saverio... Tanti ne arriveranno di universitari dopo cena. Ci raccontano che ieri pomeriggio c’erano bimbi delle elementari... Erano una trentina con mamme e qualche papà. Si sono divertiti tantissimo e anche noi ora ci divertiamo. Tra qualche canto ci dicono che sono qui perchè di fronte ad un bisogno occorre solo rispondere, essere utili dando una mano concreta: “non si fa il Pellegrinaggio se non ci siamo anche noi!”. E questo viene detto con tanta certezza e con tanta passione... E che passione! Ci dicono che tutti sabato saranno allo stadio e faranno il cammino. Tutto ciò ci sta commuovendo così come una mamma ci dice “che fare ogni Kit del pellegrino è come fare un passo del cammino e allora il lavorare come fare il Pellegrinaggio diventa offerta e domanda”.

Ancora ossigeno sta arrivando... Perchè ci voltiamo da un'altra parte e ci accorgiamo che alcune ragazzine si dicono: “incapace!, ma quale incapace? Ci siamo qua noi a darti una mano, ci aiutiamo!”.

Quanta verità questa frase raccoglie e quanta volte è riecheggiata tra i pellegrini... Questa è la forza di non smarrirsi, di non mollare... Di non cedere! E pensiamo alla nostra vita quotidiana, allo studio, al lavoro di tutti i giorni come ai rapporti in famiglia. Poter far memoria di una esperienza così è la certezza che un gesto fatto con amore e passione non può che cambiare sé è richiederci con più verità “Che cosa può davvero saziare il desiderio dell’uomo?”.