Anche il Comitato del Pellegrinaggio Macerata-Loreto era a Roma per la Veglia di Pentecoste, muovendo i suoi passi nel cammino tracciato dalla Chiesa attraverso l'esperienza di Comunione e Liberazione.

Una giornata di unità e di appartenenza, alla scoperta del significato profondo dell'essere cristiani, nell'occasione preziosa dell'Anno della Fede, di fronte alla testimonianza rocciosa di Papa Francesco, che ha mostrato a tutti i 250.000 pellegrini accorsi a Roma da tutto il mondo una semplicità disarmante: «Io ho avuto la grazia di crescere in una famiglia in cui la fede si viveva in modo semplice e concreto; ma è stata soprattutto mia nonna, la mamma di mio padre, che ha segnato il mio cammino di fede». La sua è evidentemente una certezza che attraversa tutta una vita fatta di incontri decisivi, ma fatta soprattutto di quell'Incontro che cambia la vita.

La piazza era davvero gremita dal popolo cristiano, con tutte le sue attese. Sul sagrato si alternavano testimonianze a momenti di meditazione e di ringraziamento. Nessun discorso, ma fatti da guardare e da toccare, esempi di uomini cambiati e rinnovati da Cristo.

È capitato anche di incontrare qualche sconosciuto con il cappellino del Pellegrinaggio della scorsa edizione. Coincidenza simpatica in sé, ma segno di una comunione profonda tra uomini che desiderano un'unica cosa: riscoprire ogni giorno la bellezza e la convenienza umana della fede, la novità che Cristo introduce nella propria storia.

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