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La lettera di ringraziamento di Mons. Giancarlo Vecerrica per il 32° Pellegrinaggio Macerata-Loreto, pubblicata mercoledì 23 giugno su Avvenire

Scorgendo le lacrime di una persona della protezione civile che, impegnata nel suo lavoro, non aveva potuto trattenere la commozione di fronte alle migliaia di persone che nella notte camminavano cantando e pregando, sono stato sfidato da quello che pure ho contribuito a far nascere.

Il "popolo che cammina nella notte" è "l'immagine della Chiesa che, da una parte, non cammina ancora nella pienezza della luce" ma, dall'altra "ha una meta precisa dove incontrerà quel Cristo che Maria ha generato". Lo ha detto a Loreto il card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, che domenica mattina ha accolto i partecipanti al 32° pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto. L'edizione di quest'anno è stata dedicata ai martiri cristiani e, in particolare, è stato ricordato mons. Luigi Padovese. Il card.

Nell’omelia il Cardinale Carlo Caffarra, Arcivescovo di Bologna, ha salutato i pellegrini dicendo che il pellegrinaggio è una metafora della vita: “arriverà il momento questa notte in cui vi sentirete stanchi, vi faranno male i piedi (…) ma ricordatevi di quello che diceva sant’Agostino: 'ti dolgono i piedi perché … hai percorso duri sentieri. Ma il Verbo di Dio è venuto a guarire anche gli storpi. Ecco, dici, io ho i piedi sani, ma non riesco a vedere la via. Ebbene, egli ha illuminato anche i ciechi'”.

Il pellegrinaggio da Macerata a Loreto. In novantamila, lungo ventisette chilometri in preghiera. Tra canti e testimonianze. Per affidare tutto alla Vergine

A scuola di umanità dai 90mila pellegrini della Macerata-Loreto

Stiamo ai fatti. Nella notte tra sabato e domenica, 80-90 mila persone (giovani, adulti, anziani) hanno camminato da Macerata verso il Santuario di Loreto. Preghiera, testimonianze, canti, fiaccole, hanno reso ancor più significativo il tradizionale, e secolare, pellegrinaggio verso la casa della Madonna.


Un gesto antico che unisce tutti. Stupiscono i tre sacchi contenenti migliaia di intenzioni affidate alla Vergine. L'uomo di oggi, senza più alcuna certezza, torna ad affidarsi.

Tantissimi i fedeli che hanno partecipato al 32esimo pellegrinaggio marciando per 28 km


Circa 80mila i fedeli in marcia che, accantonando stanchezza e fatica, hanno percorso a piedi i 28 chilometri necessari per raggiungere Loreto.


Una marcia, la 32esima, che ha portato i numerosi credenti, partiti sabato 12 giugno poco dopo le 22 dallo stadio Helvia Recina di Macerata, a giungere alle 6 di domenica davanti alla rampa di piazza della Madonna di Loreto.

Per una volta chiedo io al Sussidiario l'opportunità di usare il sito, diciamo così, per un fatto personale. Il fatto personale è la partecipazione al pellegrinaggio Macerata - Loreto, avvenuto nella notte tra sabato e domenica. Era la prima volta che ci andavo, nonostante esista da 30 anni, e complici le insistenze di amici ed organizzatori.

Un ringraziamento per “la testimonianza di fede e di preghiera”. A rivolgerlo ai partecipanti alla 32ª edizione del pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, dopo aver camminato insieme a loro, è stato ieri mons. Claudio Giuliodori, vescovo di Macerata-Tolentino-Recanati-Cingoli-Treia, il quale ha anche letto un messaggio di Benedetto XVI. Nel testo il Papa ha invitato i pellegrini a una “rinnovata adesione a Cristo” e ha indicato in padre Matteo Ricci, il missionario maceratese di cui quest’anno ricorre il quarto centenario dalla morte, l’“esempio” di una “testimonianza cristiana”.

E' stata una splendida notte quella che ha accompagnato il pellegrinaggio a piedi Macerata-Loreto, giunto oramai alla sua 32° edizione. Secondo le stime in 90.000 sono arrivati ieri mattina alla Santa Casa di Loreto. Una fiumana immensa di persone che ha percorso le tappe del pellegrinaggio procedendo, nonostante le difficoltà del cammino, a passo spedito. Moltissimi coloro che anche nel cuore della notte si sono riversati ai bordi delle strade e che hanno incoraggiato e sostenuto i pellegrini offrendo un po' di acqua o percorrendo un piccolo tratto assieme a loro.

È stata dedicata ai martiri cristiani e in particolare a mons. Padovese la 32.esima edizione del pellegrinaggio Macerata-Loreto svoltosi nella notte tra sabato e domenica scorsi. Il cammino promosso da Comunione e Liberazione e ideato dal vescovo di Fabriano-Matelica, mons. Giancarlo Vecerrica, ha preso il via sabato sera dallo stadio Helvia Recina, dopo la celebrazione eucaristica presieduta dal cardinale Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, che poi ha accolto i pellegrini al santuario di Loreto all’alba del giorno dopo.

Omelia di S.Em. il Cardinale Carlo Caffarra


1. Cari fratelli e sorelle, che cosa è che mette in movimento tutto l’io della peccatrice da spingerla ad un effusione quasi priva di controllo? Che cosa è che impedisce alla presenza di Cristo di rompere il nocciolo duro della mentalità del fariseo che invita Gesù a pranzo? La narrazione evangelica in realtà si regge tutta su questa differenza: l’io della peccatrice mosso, commosso, visceralmente direi, dalla Presenza; l’io del fariseo chiuso dentro ad una mentalità che non si lascia trafiggere dalla Presenza.

Oltre 80 mila fedeli hanno partecipato al pellegrinaggio partito dallo stadio Helvia Recina e concluso in piazza della Madonna di Loreto.

Sono partiti sabato 12 giugno dopo la Messa, alle 22.10, dietro la croce.

Da Macerata verso la Casa di Loreto. Decine di migliaia di persone giunte da tutta Italia hanno partecipato ieri sera al Pellegrinaggio a piedi, partito dallo stadio di Helvia Recina, nella città marchigiana, dove il vescovo di Macerata, Claudio Giuliodori, all’inizio della Messa d’apertura presieduta dal card. Carlo Caffarra, arcivescovo di Bologna, ha letto un messaggio del Santo Padre, a firma del cardinale segretario di Stato, Tarcisio Bertone.

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