storia
Il falò per la Venuta
La tradizione popolare e religiosa vuole che la notte tra il 9 e il 10 dicembre del 1294, la Santa Casa di Nazareth, dove la Madonna nacque, visse, e dove ricevette l'Annuncio dall'angelo Gabriele, venisse trasportata dagli angeli in territorio marchigiano.
La festa della cosiddetta "Venuta", con il tempo, è divenuta popolare e si è arricchita di momenti che esprimessero la sincera fede e la spontanea devozione delle popolazioni marchigiane dapprima, di altre genti poi. Alcuni contadini marchigiani e varie associazioni hanno mantenuto viva la tradizione, perpetuandone la memoria con l'accensione del focaraccio, come a voler segnare il percorso di quel passaggio miracoloso nella notte buia. Da molti anni, a Macerata, il Comitato "Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto", organizza e invita tutti gli Amici del Pellegrinaggio ad organizzare ovunque, il tradizionale Falò in piazza, per ricordare la venuta della Santa Casa a Loreto. Questo momento è stato voluto da mons. Giancarlo Vecerrica, ideatore e guida del Pellegrinaggio, anche come circostanza per annunciare in modo solenne l'edizione del Pellegrinaggio dell'anno successivo.
Il Pellegrinaggio a Piedi da Macerata a Loreto
Il Pellegrinaggio a Piedi da Macerata a Loreto nasce nel 1978, anno dell'elezione di Giovanni Paolo II. Un insegnante di religione di Macerata, don Giancarlo Vecerrica, lo propone agli studenti come gesto di ringraziamento alla Madonna a conclusione dell'anno scolastico: viene così recuperata l'antica tradizione, che tendeva sempre più a scomparire nell'attuale clima di secolarizzazione.
Se al primo Pellegrinaggio partecipano poco più di trecento persone, negli anni successivi si assiste ad una eccezionale progressione numerica, fino a superare i sessantamila partecipanti. Metà circa dei pellegrini proviene dalle Marche, i restanti raggiungono il luogo di partenza - Macerata - da tutta Italia e anche dall'estero.
Il Pellegrinaggio è proposto da Comunione e Liberazione, d'intesa con le diocesi di Macerata e Loreto, e gli altri movimenti ed associazioni ecclesiali partecipano in modo cordiale e fattivo, offrendo concretamente una grande testimonianza di unità e di comunione; e molti sono anche i volontari che contribuiscono all'organizzazione, tutt'altro che semplice, articolata in vari servizi: segreteria, accoglienza e ordine, coro, liturgia, stampa e pubbliche relazioni, amplificazione, medici e sanitari, etc.
L'evento ha luogo, generalmente, la sera del sabato immediatamente seguente la fine delle lezioni scolastiche; il percorso riprende un cammino mariano di antichissima tradizione e si snoda per circa 27 Km attraverso le campagne.
Il 19 giugno 1993 il Pellegrinaggio ha ricevuto un gran dono: la presenza del Santo Padre Giovanni Paolo II. Egli, dopo aver celebrato la S. Messa nel Centro Fiere di Villa Potenza prima del cammino notturno, consegnando la Croce, disse: “Ora affido a voi, cari giovani, la Croce che vi farà da guida al vostro Pellegrinaggio al santuario di Loreto. Imparate dall’esperienza di questa notte a seguire, anche sulle strade del vostro quotidiano cammino, la Croce di Cristo, nella quale è salvezza, vita e resurrezione”. Quella Croce, da allora, apre il Pellegrinaggio.
La marcia notturna, costantemente guidata, è scandita puntualmente dalla recita del Santo Rosario, inframmezzata da canti, testimonianze, meditazione della Parola di Dio e del magistero del Papa.
Una spettacolare fiaccolata anima la Strada Regina da San Firmano, nei pressi dell'antica abbazia romanica, sino alla chiesetta rurale di Chiarino, dove si giunge verso il sorgere del sole e dove è offerto a tutti i pellegrini un lauto ristoro.
Verso le 6-6,30 del mattino, allorché oltre l'ultima collina si scorge finalmente il profilo del Santuario Mariano, ci si inginocchia, si recita l'Angelus e ci si scambia un gesto di pace e di riconciliazione. All’arrivo a Loreto i pellegrini sono accolti dalla statua della Madonna (portata a spalla dai militari dell’Aeronautica), dalle autorità religiose, civili, militari e dall’abbraccio di tanti amici e parenti. L'arrivo nella piazza della Basilica di Loreto avviene tra due ali festose di persone che non sono riuscite a raggiungere Loreto a piedi.
Infine, dopo che una delegazione di giovani ha offerto alla Vergine un omaggio floreale, tutti insieme si compie l'Atto di Consacrazione alla Madonna mentre i frati cappuccini aspergono abbondantemente d'acqua benedetta i fedeli pellegrini, che sfilano stanchi ma contenti, dinnanzi alla statua della Madonna di Loreto. Ai suoi piedi viene posto un braciere acceso: lì vengono posti migliaia di fogliettini con le intenzioni di preghiera e le richieste di grazie che, attraverso il fumo, salgono in cielo per essere esaudite.
La storia della Fiaccola della Pace
Nel 1997, in occasione della XIX edizione del Pellegrinaggio a Piedi da Macerata a Loreto, il fondatore della manifestazione, don Giancarlo Vecerrica, propose di collegare idealmente il Pellegrinaggio con l'avvenimento che avrebbe mobilitato i cuori e le coscienze dei fedeli di tutto il mondo nei tre anni successivi: il Grande Giubileo dell'Anno Duemila.
Per sottolineare questa "unione ideale", nel 1998, 1999 e 2000 il cammino itinerante verso il Santuario della Madonna Nera fu preceduto da una "Fiaccola del Giubileo" che partendo da piazza San Pietro a Roma raggiungeva lo Stadio "Helvia Recina" di Macerata per la partenza del Pellegrinaggio.
Per la prima edizione del gesto fu il cardinale Virgilio Noe, arciprete della basilica petrina, a benedire la Fiaccola. Una staffetta di 20 tedofori giunse a Macerata dopo aver toccato, lungo l'antica strada che collegava l'Urbe all'Adriatico, Terni, Spoleto, Foligno e Assisi. Qui la fiaccola fu benedetta dal rettore della Basilica di San Francesco e deposta sulla tomba del santo Patrono d'Italia, per poi riprendere il cammino verso il passo di Colfiorito e, prima dell'arrivo, sostare brevemente a Tolentino.
La "Fiaccola del Giubileo" fu il primo gesto di rilievo organizzato nelle Marche in preparazione del Giubileo; nel 1998, anno in cui ricorreva anche il ventennale del Pellegrinaggio, il Papa volle accenderla personalmente durante l'udienza generale del 10 giugno.
Ancor oggi, anno dopo anno, la Fiaccola parte da piazza San Pietro a Roma in concomitanza con l'Udienza generale del Mercoledì precedente la partenza del Pellegrinaggio.
I legami tra la Basilica Petrina e la Santa Casa lauretana hanno origini lontane, e gli archivi europei sono pieni di resoconti di pellegrinaggi nel Medioevo da Roma a Loreto. La Fiaccola intende appunto seguire quegli antichi itinerari, sottolineando altresi la devozione dei partecipanti al Pellegrinaggio a Piedi Macerata-Loreto verso i successori di Pietro: ed e significativo che prima Giovanni Paolo II, poi Benedetto XVI non abbiano mai fatto mancare i propri messaggi ai tantissimi pellegrini in partenza ogni anno da Macerata.
Negli ultimi anni, per l'organizzazione della staffetta, si sono rafforzati anche i rapporti tra il Comitato Pellegrinaggio e il Servizio Nazionale della Pastorale Giovanile della CEI, il Centro Sportivo Italiano, la Fondazione Migrantes e diversi gruppi di podisti amatoriali marchigiani. La Fiaccola, nel tempo, e divenuta anche un'istituzione spettacolare; ma soprattutto ha sempre piu assunto il valore di simbolo dellimpegno che ogni credente deve assumersi per portare la luce e la pace di Cristo nel mondo.
La tradizione lauretana
Un’antica tradizione riferisce che nella notte del 10 dicembre 1294 la Santa Casa di Nazareth, in cui la Madonna nacque e ricevette l’annuncio dell’Angelo, venne trasportata in territorio marchigiano.
Molteplici sono le fonti letterarie, iconografiche e archeologiche che dalla fine del XII secolo attestano la presenza e il culto della Santa Casa di Loreto: fin dai primi anni del Trecento, dai paesi vicini a Loreto e man mano da altre parti d’Italia si muovono dei pellegrini, e già nel 1322 è attestato un pellegrinaggio straniero, dalla Germania; poco dopo altri dalla Grecia e dall’Europa settentrionale.
Le indulgenze concesse dai papi, le manifestazioni di devozione dei fedeli e le grazie concesse dalla Madonna incrementarono sempre più questo fenomeno, che diventò talmente grande da costringere anche le autorità civili locali ad interventi di protezione dei pellegrini tramite il rilascio di salvacondotti, riparazioni e costruzioni di strade, ponti, etc. Lungo le strade usate dai pellegrini la carità dei cristiani aveva inoltre approntato ricoveri ed ospizi.
Numerosi papi, regnanti e personaggi famosi verranno nei secoli a Loreto. Nel febbraio del 1493 l’equipaggio di Cristoforo Colombo nel viaggio di ritorno dopo la scoperta dell’America, sorpreso da una tempesta, fa un voto alla Madonna di Loreto: «Fu gittata un’altra volta la sorte a fine di inviare un romeo (pellegrino) a Santa Maria di Loreto, la quale si trova nella Marca d’Ancona, terra del Papa, ed è la casa dove nostra Signora ha fatto e fa tuttavia numerosi e grandi miracoli». Nel cinquecento Loreto è ormai una delle mete di pellegrinaggio più importanti per i cristiani, ed è perciò conosciuta in tutto il mondo: si registra nel 1582 la presenza dell’ambasciatore russo, inviato al Papa da Ivan IV e, nel 1585, dell’ambasciatore del Giappone.
Per le condizioni delle vie di comunicazione e dei mezzi di trasporto nei secoli scorsi il pellegrinaggio comportava numerosi rischi. Al fine di ovviare a tali difficoltà e per favorire un clima di raccoglimento, di preghiera e di testimonianza reciproca vengono organizzati numerosi pellegrinaggi di gruppo che hanno registrato una significativa ripresa dopo il Pellegrinaggio a piedi da Macerata a Loreto.
Per il VII Centenario di Loreto (1994-1995) Giovanni Paolo II scrisse all’allora arcivescovo di Loreto, mons. Pasquale Macchi: «La Santa Casa di Loreto non è solo una reliquia, ma anche una preziosa icona, concreta».













