Il pellegrinaggio / Messaggi e Testimonianze

Messaggi e Testimonianze


Data: 2011

  • Che impressione se un istante, prima di ogni parola o gesto che compiamo, ci fermiamo a guardare ciò che sta accadendo ora, l’imponenza del bisogno di ciascuno di noi, che ci conduce qui, anche affrontando viaggi lunghi e faticosi. 

  • «Aspettatevi un cammino, non un miracolo»

    Carissimi amici, l’invito che don Giussani rivolse a un gruppo di giovani non è contraddittorio col gesto che state per compiere, in un luogo segnato dagli innumerevoli prodigi compiuti dalla Madonna. Ciascuno di voi ha una grazia particolare da chiedere alla madre di Cristo. Ma quest’anno vi invito ad aggiungerne una, proprio secondo le intenzioni di don Giussani:

    «Aspettatevi un cammino, non un miracolo che eluda le vostre responsabilità, che elida la vostra fatica, che renda meccanica la vostra libertà. No! Non aspettatevi questo. È questa una differenza profonda da prima, dal cammino percorso fino adesso: la differenza profonda è che non potrai seguirci se non teso a comprendere. Adesso dovrai incominciare ad amare realmente la vita e il suo destino».

  • Eccellenza Reverendissima,

    è con grande gioia che accogliamo il dono della sua presenza in mezzo a noi per presiedere questa Santa Eucaristia con cui si apre il 33° Pellegrinaggio da Macerata alla Santa Casa di Loreto.

  • Sono Ivan un ragazzo di 25 anni e da quando ho iniziato l’università mi è cambiata la vita.

  • Accetto di parlare qui solo perché questo mi fa essere più cosciente di essere, io e i miei amici, più mendicante dell’amore di Cristo di quanto lo eravamo dieci anni fa, quando è iniziata l’avventura di Ca’ Edimar e di quanto lo ero prima di decidere di partecipare a questo pellegrinaggio.

Data: 2010

  • Benvenuti a tutti!

    Che cosa ci ha mosso ad essere qui questa sera? Ciascuno di noi è qui spinto da un’urgenza, da un bisogno. Molti hanno affrontato viaggi lunghissimi e faticosi in pullman, da ogni parte d’Italia e da altri paesi. E questo è veramente commovente. Come commoventi sono stati l’abbraccio del Papa ai 200.000 presenti al Regina Coeli del 16 maggio, i due milioni di persone che hanno visitato la Sacra Sindone, i 400.000 con il Papa a Fatima, i 15.000 sacerdoti ieri a Roma per la chiusura dell’anno sacerdotale. Il popolo cristiano c’è.

  • Cristo è risorto! Da duemila anni la Chiesa ci rivolge questo annuncio, instancabilmente. La resurrezione di Cristo è l’avvenimento che domina la storia, un fatto che nessun male che possa capitare è in grado di cancellare e che nessuno sbaglio nostro o dei nostri fratelli può far fuori. Questo evento è la ragione della nostra speranza; ed è questo fatto, perciò, che deve dominare i nostri passi dal primo istante del cammino: la Sua presenza risorta.

  • 1. Cari fratelli e sorelle, che cosa è che mette in movimento tutto l’io della peccatrice da spingerla ad un effusione quasi priva di controllo? Che cosa è che impedisce alla presenza di Cristo di rompere il nocciolo duro della mentalità del fariseo che invita Gesù a pranzo? La narrazione evangelica in realtà si regge tutta su questa differenza: l’io della peccatrice mosso, commosso, visceralmente direi, dalla Presenza; l’io del fariseo chiuso dentro ad una mentalità che non si lascia trafiggere dalla Presenza.

  • Buona sera a tutti.

    La città di Macerata, l'intera Amministrazione Comunale ed io personalmente porto il saluto a tutti voi, che come ogni anno tornate a rinnovare la passione per un momento che è nello stesso tempo di festa e di riflessione.

  • Saluto tutti!

    Dicevo che forse siete voi testimoni, non sono io. Perché tutta questa moltitudine di gente mi conferma che c’è Qualcosa di più grande. Ho letto il tema del Pellegrinaggio, una piccola frase: "Mostrami prima l'uomo che è in te, e poi io ti mostrerò il mio Dio". 

Data: 2009

  • Cari fratelli e sorelle,

    mentre ci accingiamo a compiere il pellegrinaggio che da questa bella città ci porterà domani a entrare nella casa di Maria, a Loreto, celebriamo l’Eucaristia nella solennità del SS. Corpo e Sangue di Cristo per cibarci di questo Corpo e di questo Sangue che è fonte di vigore e di vita per il nostro camminare.

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